Fabrizio's profileIl mondo di FABRY FAPhotosBlogListsMore Tools Help

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    February 23

    Compleanno 21 anni - Un sorriso

    23/02/2007 - 21 Anni
     
    Un giorno che passa come previsto, un giorno che nonostante tutto è uguale a tutti gli altri...
    E' sempre (quasi) stato così quindi niente di cui sorprendersi...
    Ho voglia di riscrivere queste righe perché un sorriso è una cosa importantissima anche quando la vita sembra non sorriderti abbastanza.
     
     
    Donare un sorriso rende felice il cuore,
    arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona.
    Non dura che un istante ma il suo ricordo rimane a lungo.
    Nessuno è così ricco da poterne fare a meno, nè così povero da non poterlo donare.
    Il sorriso crea gioia in famiglia, dà sostegno nel lavoro ed è segno tangibile di amicizia.
    Un sorriso dona sollievo a chi è stanco, rinnova il coraggio nelle prove e nella tristezza è medicina.
    Se poi incontri chi non te lo offre sii generoso e porgigli il tuo:
    nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come colui che non sa darlo.
    (Padre Jhon Faber)
     
    Prendi un sorriso, regalalo a chi non l'ha mai avuto.
    Prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte.
    Scopri una sorgente, fa bagnare chi vive nel fango.
    Prendi una lacrima, posala sul volto di chi non ha mai pianto.
    Prendi il coraggio, mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
    Scopri la vita, raccontala a chi non sa capirla.
    Prendi la speranza e vivi nella sua luce.
    Prendi la bontà e donala a chi non sa donare.
    Scopri l'amore e fallo conoscere al mondo.
    (Gandhi)
     
    Un sorriso che non dai è un sorriso che non hai
     
     
    Nonostante tutto una giornata tranquilla, "muta", "silenziosa", "pensierosa" come sempre ma serena...
    Senza angoscia perché c'è una speranza che rimane assolutamente intatta, anzi si rafforza giorno dopo giorno.
    E la giornata se ne passa con un anno che si aggiunge al conto e insieme sento dentro me una speranza un po' più forte perché non è ancora troppo tardi per "ricominciare"...
     
    Grazie ai miei zii, alle mie cuginette,
    ai miei genitori e alla piccola e carinissima Maria.
    Grazie a chi oggi mi ha pensato e voluto bene...
    Grazie mille per la giornata passata tutti insieme, non succede spesso a causa degli impegni ma è bello quando ci si mette tutti daccordo per stare insieme e anche "lui" si convince che ogni tanto, una volta tanto si può... che sì, per una volta anche "lui" può stare in mezzo alla gente...
     

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    February 19

    Analisi matematica 2 - Esame superato

    Esame superato con 24, tra i migliori (l’hanno passato in 26 su oltre 200 e tra l’altro con voti abbastanza bassi).

    Senza calcolatrice grafica, senza nessun aiuto, con l’unica forza dello studio... Essere tra i migliori di 250 persone nonostante il peso dentro me che non ti fa capire niente è davvero strano… una sensazione strana… Non ti lascia capire cosa sei veramente… Se davvero puoi essere in grado di vincere altre battaglie ben più importanti, impegnative, di tutt’altro valore, niente a che vedere con la soddisfazione che ti può dare un esame difficile superato. Vuol dire che ancora riesco a fare qualcosa che non si perda nel dolore, a metterlo da parte, per fare qualcosa di buono.

    Aver passato quest’esame, sapendo di partire svantaggiato, appesantito dalla tristezza lacerante, è qualcosa che ora mi fa pensare, due mesi disastrosi a non far nulla, raddrizzati da pochi giorni, una settimana, una sola,  è come dire che una volta trovata quella forza che manca tutto si può raddrizzare, si può ridare colore anche ad un mondo in bianco e nero, si può trasformare l’impossibile in realtà: tutto sta nella volontà. Perché a una settimana dall’esame credevo davvero che non ci sarebbe stato niente da fare, che un esame difficile si passa solo studiando giorno per giorno, ma in una settimana è uscita fuori tutta la voglia di non darmi per vinto, di dimostrare a me stesso che ancora valevo qualcosa, di studiare anche 10 ore al giorno e ora neanche me ne rendo conto di quello che ho fatto.

    Quest’esame potrà anche avermi dato una soddisfazione (volendo anche grande), un po’ di autostima, un soffio di ossigeno, ma come si fa a sorridere se quello che deve veramente cambiare è la mia situazione generale, la mia incapacità di reagire agli eventi, alle persone, alle situazioni? Sembra così difficile, così impossibile scappare via da questo posto, da questo modo di vivere, da certe persone, da certe situazioni, dai preconcetti, dalle convinzioni errate. Intanto prendo per buono questo esame superato, come un passo verso una direzione opposta, come un qualcosa che mi dia una speranza in più per i giorni che verranno. Perché ho voglia di iniziare un cammino diverso, tutto nuovo che non si perda nel buio, nel dolore, nella tempesta che sento dentro me… chissà…

     

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    Ricordi felici

    4 gen 2005:
    Eravamo a Solopaca per le vacanze di Natale e avevamo deciso con dei parenti di andare a provare il go-kart sulla pista di Limatola, un paese lì vicino. Il giorno prima avevamo verificato che tutto funzionasse così ci prepariamo e mi porta su questa pista…
    A me è sempre piaciuto guidare, poi su una pista… bellissimo…
    Mi metto il casco, mi va stretto, mi siedo nel go-kart, ci sto strettissimo che quasi non riesco a muovermi… Si parte, un primo giro non troppo veloce per prendere confidenza, un secondo giro un po’ più veloce, sento il go-kart toccare per terra quindi rientro ai box a verificare… Tutto a posto e due giri fatti.
    Ritorno in pista, stavolta vado decisamente più veloce, in frenata il go-kart è instabile quindi sbanda, e poi sbanda anche in accelerazione, bellissimo in controsterzo ad ogni curva… Sul lungo rettilineo vado a tutta velocità, oltre i 120 all’ora, a due millimetri di altezza da terra con il vento che ti soffia addosso… davvero bellissimo.
    Faccio molti giri e anche qualche testacoda, poi torniamo a casa… davvero una bella giornata.
     
    31 dic 2006:
    Eravamo a Solopaca, l’ultimo giorno dell’anno inizia tra pensieri tristi, mia cugina di 17 anni vuole andare a passare la serata con il fidanzato. Si presentano a casa anche i genitori del fidanzato per convincere i suoi a mandarla… Poi chiedono anche a me di venire… Succede tutto nel pomeriggio a poche ore dalla serata.
    Io quasi non volevo andare, i genitori di quel ragazzo avevano troppo l’aria da “dittatori” come i miei, ma tanto valeva andare, cosa avrei fatto a casa da solo?
    Così andiamo, siamo una decina, giochiamo con il computer, poi andiamo a mangiare, all’inizio l’atmosfera è un po’ fredda perché non ci conosciamo… Poi iniziamo a ridere e scherzare. Mi chiedono se ho mai bevuto o fumato, io rispondo mai… Tutti bevono superalcolici, inizio anche io e ci provo gusto, anche i genitori del ragazzo mi dicono di bere. Non ci eravamo mai parlati o visti prima ma sembravano aver capito già benissimo la mia situazione… fantastico! I ragazzi provano anche a farmi fumare una sigaretta ma faccio due tiri e mi metto a tossire anche perché già mi faceva male la gola…
    A mezzanotte c’è il brindisi con spumante e panettone poi si va a cantare con il Karaoke le canzoni di Max Pezzali… poi ancora si beve, si ride, si scherza, alle 2:00 è ora di tornare a casa. Mi danno una gomma da masticare per coprire l’odore di fumo e alcool, poi dicono per la tosse dì che è stato il freddo… Ci accompagnano i genitori del ragazzo a casa, c’è una nebbia fittissima, si va a 20 all’ora, a me intanto gira un po’ la testa per l’alcool ma è tutto a posto… Arriviamo, apriamo il cancello, per terra è ghiacciato, mia cugina rischia di cadere e io la mantengo (io che ero mezzo ubriaco, roba da matti!!!) ed entriamo in casa. Io saluto e vado in camera, davvero una bella serata, sono contento e per niente stanco, mi metto a sentire una canzone di Max Pezzali che si addiceva molto alla situazione:
     
    Un giorno così
    Da lontano un'altra moto sta venendo verso me
    alza il braccio e fa un saluto che bello è ti fa sentire che
    basta un giorno così a cancellare centoventi giorni stronzi,
    basta un giorno così a cacciare via tutti gli sbattimenti che
    ogni giorno sembran sempre di più, ogni giorno fan paura di più,
    ogni giorno però non adesso, adesso, adesso che c’è un giorno così…
     
    La sento a ripetizione questa canzone, poi alle 4:00 mi metto a dormire…Dormo solo 4 ore, poi mi alzo, ma non mi sento per niente stanco, mi sento davvero bene e felice perché una volta tanto ho passato una bella serata…
     

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    February 18

    Ricordi tristi (sotto la pioggia)

    Era gennaio, stavo sulle scalette dell’università, da solo a sentire musica, come troppo spesso avevo fatto in questi tre anni. Ero solo, chiuso dentro me, in pensieri tristi e malinconici… Inizia a piovere, la gente apre gli ombrelli, chi non ce l’ha inizia a correre… Io rimango immobile, come paralizzato, non ho voglia di spostarmi, l’unico gesto che faccio è mettere in tasca il lettore mp3 per non farlo bagnare (ho un brutto ricordo di questo tipo)… Mi bagno, ma non mi importa niente e penso: "dentro di me piove tutti i giorni, oggi piove anche fuori, che sarà mai…". Inizia anche a grandinare, io sempre seduto e immobile… Dura tutto 10 minuti, poco, ma quanto basta per bagnarmi tutto… Fa freddo, un vento gelido accarezza la pelle bagnata… mi viene in mente la scena finale della pioggia di 3msc… Aspetto oltre un’ora per asciugarmi, poi torno a casa...

     

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    February 17

    Analisi Matematica 2 - Esame

    Chissà se sarà bastata una settimana di studio 10 ore ore al giorno,
    chissà se sarà bastata per un esame così difficile,
    chissà se sarà bastato trovare per un po' quella concetrazione dispersa tra mille pensieri
    chissà se sarà servito studiare a tratti anche bene ma tutto in una settimana,
    già chissà...
    Ma questa volta, no, non può essere andata male, perché l'anno scorso per ben tre volte non l'ho passato per un "soffio", e poi perché, basta, mi sono proprio stancato.
    Mi fa male forte la testa, ho la vista annebbiata, ho bisogno di riposo...
    E intanto aspetto... perché forse questa è la volta buona...
     

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    February 14

    Analisi matematica 2 - esercitazione

    Tauraso arriva a lezione e comincia subito con un bell'integrale: (1/cos x)
    All'apparenza semplice ma invece difficilissimo!
    Per farlo usa la formula di eulero tirando fuori i numeri complessi (integrale di numeri complessi, uhmm) poi dice, va bè ma non preoccupatevi si fa uguale, sono solo un po di conti in più... Dopo un po' di passaggi esce fuori che bisogna fare l'arcotangente di un numero complesso (e come si fa????). Allora il buon Tauraso tira fuori la formula per determinare l'arctg che è lunga mezza lavagna e dice: "Ecco ora l'arctg non c'è più però ci sono logaritmi di num complessi (azz, che miglioramento)
    Fa ancora altri passaggi (solo lui sa come) e dopo tre quarti d'ora e 6 lavagne scritte arriva alla soluzione!!! A questo punto dice: "Be c'era un po' da interpretare alcune cose ma in fondo l'integrale era banale!". Ovviamente ci sta una risata generale perché l'integrale era davvero difficile.
    Non contento se ne esce con un altro integrale impossibile: e^(-x^2). Dice: "Non provate neanche a cercarla una primitiva perché tanto non esiste, è un integrale molto famoso che nessun matematico è mai riuscito a risolvere!". Ottimo e allora che si fa? Bè Tauraso può fare tutto, con un pò di condizioni date risolve l'integrale senza calcolare la primitiva.
    Insomma, oggi Tauraso si è divertito un po' a prenderci in giro, speriamo solo che agli esami gli esercizi non siano così difficili (almeno al primo appello). E soprattutto speriamo che la mia preparazione non perfetta sia sufficiente per superare un esame difficile come questo fatto da un professore sicuramente molto bravo a spiegare ma anche molto esigente...
     

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    February 13

    La mia difficile situazione

    Oggi, il primo post in questo blog.
    Oggi, un giorno come un altro, oggi, un giorno da perdente, di una vita finora da perdente. Parole dure per un adolescente che a 21 anni non dovrebbe neanche sapere cosa significhi essere tristi. Un’età in cui ci si dovrebbe divertire in modo da ricordare, quando si avranno le responsabilità della vita, gli anni dell’adolescenza come anni della spensieratezza, anni solari, anni felici, anni in cui si poteva fare di tutto.
    Si dice che la vita a volte ti leva a volte ti dà, a me ora sta togliendo tutta quella felicità di cui ha bisogno un ragazzo di 21 anni. Quella felicità che tra l’altro penso di meritare, anche perché nessuno merita tanta tristezza e depressione soprattutto in un’età così delicata. E poi perché sono un ragazzo buono, semplice, timido, fragile che vuole solo fare del bene, un ragazzo che ha bisogno di affetto, di essere capito, di essere aiutato, difeso dalle difficoltà che la vita ci mette di fronte.
    E allora come si fa ad andare avanti quando sei morto dentro, quando non hai grandi prospettive di vita, quando il mondo intero ti sembra cadere addosso. Ma giorno dopo giorno vado avanti in questa difficile vita… già infatti nessuno aveva detto che sarebbe stata facile! E poi con la speranza che le cose cambino perché, no, non può piovere per sempre, dovrà smettere prima o poi… e smetterà…

    Vivere con la depressione spesso equivale ad avere una compagna che si accomoda dentro prendendo sempre più spazio, uno spazio sottratto all’autonomia, al piacere di vivere. Viene e si espande, viene e ricopre, offusca, intorpidisce, rallenta, pietrifica. E’ come un grido che rimane soffocato, un gesto che rimane spezzato, come trovarsi su una strada parallela alla vita separati da un vetro che permette di vedere ma non di andare là. La vita intorno è visibile ma come irraggiungibile, ti senti fuori posto, sbagliato, difettoso, escluso dal flusso della vita. Il confronto con le altre persone è impietoso, sembra impossibile afferrare una mano, credere che qualcuno ti possa davvero essere d’aiuto. La percezione del tempo è distorta, un tempo immobile che non contiene aperture sul futuro. Il vuoto è intorno, il vuoto è dentro, doloroso, pesante, un grande buco dal quale ci si sente inghiottire, una spirale verso il basso che pare non avere una fine, né pareti né appigli. Traditi dalla vita, sbagliati, difettosi, colpevoli, vittime del passato nel quale si continua a navigare su traiettorie circolari di rabbia che si autoalimenta, abbandonati, perduti, dimenticati, non riconosciuti, non visti, confusi nelle proiezioni del mondo, esclusi.
    (Paragrafo tratto da Vivere con la depressione)

    Spesso mi chiedo quale sia il senso della vita, ma ho capito che se vivi male la vita non ha proprio nessun senso. Il tempo passa veloce e ti senti sempre stanco, senza forze per lottare, vorresti reagire ma non ce la fai per paura e mancanza di coraggio, sei rinchiuso nella prigione che c'è dentro te. La vita è un dono, non sai esattamente a cosa serva, ma è un dono. Mai sprecarlo. Ecco il senso della vita: essere felici.
    Vivere mi fa paura, mi sento fuori dalla vita, mentre tutti intorno a me sembrano sempre sapere cosa fare e muoversi verso una direzione ben definita. Poi mi dicono che non è mai troppo tardi, ed è vero perché a qualunque età si può ritrovare la forza per ricominciare a vivere. Bisogna lottare per non dargliela vinta a questo destino che ha voluto così.

    Ma perché tutta questa infelicità? Già, perché? Bè il problema principale è la mia grande timidezza, la mia insicurezza, la mia difficoltà a vivere in mezzo alla gente, un ragazzo troppo buono per vivere in un mondo che ci vuole duri. Una difficoltà dilatata da due genitori che di certo non mi aiutano a vincere le mie paure, anzi, con il loro comportamento fanno di tutto per mettermi ancora di più in difficoltà. Ebbene loro sono dei genitori oppressivi, di quelli che non ti danno libertà, che ti permettono di fare poco e niente, che ti impongono di andare a dormire alle 10:00 la sera, sono fatti così e non c’è modo di cambiarli. Pensano solo allo studio, la parola divertimento è completamente priva di significato per le loro menti. Per non parlare di quello che neanche in casa si può fare (e non sto neanche qui a raccontare)… Non sono libero di pensare con la mia testa tanto poi non posso farlo quello che ho voglia di fareè una mentalità del terrore… una mentalità troppo strana per essere compresa, troppo distorta per essere applicata. Genitori “dittatori”: è sempre così quando si è troppo buoni. Ma ora no, non c’è odio, né rancore, né voglia di vendetta perché, sì, loro sono dei “dittatori”, ma in fondo non sono cattivi, lo fanno perché ci credono davvero ad una vita così, perché pensano di proteggermi, perché la “dittatura” l’hanno subita anche loro.
    No, non c’è niente da fare la realtà è questa e non si può cambiare, è una mentalità che non c’è modo di cambiare, è una realtà con la quale devo imparare a convivere. Così mi hanno allontanato da tutto, mi fanno vivere fuori dal mondo, e mi ritrovo sulla strada della vita in un sentiero completamente buio e dissestato. E ora ho paura del buio che c’è dentro me, ho paura dei giorni che verranno, ho paura della solitudine, ho paura di non farcela a resistere. No, l’ho già detto, non ho voglia di vendetta, ho voglia di essere difeso e protetto, ho solo voglia che qualcuno illumini il mio cammino perché da soli ci si perde nel dolore più profondo. E poi cadere nella sofferenza è fin troppo facile ma rialzarsi in piedi è qualcosa che richiede tempo, forza e determinazione a non arrendersi. Voglio imparare a capire cosa è importante nella vita perché finora non ho avuto modo di farlo, perché lo studio non può essere la cosa più importante, non se manca tutto il resto, perché imparare la vita è di certo più importante, perché la libertà è fondamentale per vivere una vita serena, perché l’amore è stare bene, perché “loro” troppe cose non me le hanno insegnate.
    E’ chiaro che non posso arrendermi a questa dura realtà, che non mi abbatterò, ma spero di sentirmi un po’ meno solo su questo sentiero della vita ancora troppo immerso nel buio per guardare con tranquillità un po’ più in là nel prossimo futuro...
     

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